FAD - Rinite allergica e non solo

Con il contributo non condizionante di

Inizio: 20-07-2020 - Fine: 31-01-2021

Chiusura iscrizioni: 31-01-2021


Formazione a distanza - Crediti ECM: 9.0


Ore previste: 6.00 – Posti disponibili: 9943 – Stato corso:


Discipline e professioni:

Medico chirurgo:
Medicina generale (medici di famiglia)

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Descrizione

Razionale Scientifico

Oggi più di prima parlare di rinopatie vasomotorie vuol dire trattare di rinosinusopatie croniche caratterizzate da una iperreattività nasale che, da un punto di vista eziologico, sono diversificate e quindi diversificato sarà il trattamento farmacologico, anche se clinicamente sono caratterizzate da una medesima sintomatologia: rinorrea sieroacquosa o mucosa, ostruzione nasale e crisi di starnutazione. In base alle più recenti linee guida ARIA 2017 queste riniti possono essere classificate in due grandi famiglie: la rinite allergica, perenne e stagionale o intermittente e persistente, e le forme non allergiche. Tra queste ultime possiamo distinguere una rinite con granulociti neutrofili NARNE (Non-Allergic Rhinitis with Neutrophils), una rinite con granulociti eosinofili NARES (Non-Allergic Rhinitis with Eosinophils), un forma con mastociti NARMA (Non-Allergic Rhinitis with Mast cells) ed una forma mista eosinofilo mastocitaria NARESMA (Non-Allergic Rhinitis Eosinophils and Mast cells).

L’incidenza della rinite allergica è raddoppiata nell’ultimo decennio, la prevalenza a seconda delle casistiche varia dal 9% al 42% della popolazione e dal 12% al 22% nei bambini. Attualmente dai più recenti dati della letteratura risulta che la frequenza tra le rinopatie allergiche e le forme non-allergiche sia percentualmente simile. Recentemente sono state individuate delle forme di riniti vasomotorie sovrapposte, in cui coesistono delle riniti allergiche associate a riniti cellulari, per esempio un paziente può presentare una rinite a graminacee, con Prick test ed anamnesi positiva, con presenza di rinite vasomotoria perenne, solo con un esame citologico eseguito al di fuori del periodo pollinico, come alla fine di Novembre, si può riscontrare la presenza di una rinite cellulare (per es. NARES o NARESMA). I dati della letteratura vedono crescere numericamente questa forme miste nei paesi occidentali, con un’incidenza che va dal 10% al 23%. Spesso queste riniti sovrapposte, se il percorso diagnostico non è corretto, vengono misconosciute e ciò può spiegare in parte la ragione per la quale l’immunoterapia prescritta, anche con cognizione di causa per le forme allergiche, non funzioni.

Alla base di un corretto approccio diagnostico del paziente che si presenta dallo specialista per una rinite vasomotoria risulta essere l’anamnesi familiare, patologica remota e patologica prossima. Purtroppo oggi i nostri ambulatori risultano sempre più affollati di pazienti, ma anche di sofisticati strumenti diagnostici, e questo può distrarre il colloquio con la persona. L’anamnesi risulta invece un momento fondamentale che non si deve fermare solo al paziente, ma che deve estendersi a chiedere informazioni relative ai genitori, nonni, fratelli, zii e cugini. Tutti i successivi passi della visita hanno l’obiettivo di confermare il nostro orientamento diagnostico, se si può dare una percentuale d’importanza all’anamnesi nell’iter diagnostico possiamo certamente parlare di una percentuale molto alta, intorno all’80%.

Alla base di una corretta diagnosi di queste forme rinopatiche sono indispensabili, oltre ad un’attenta anamnesi ed esame obbiettivo corredato da endoscopia nasale, lo Skin Prick Test, eventualmente il RAST, e la Citologia Nasale, fondamentale per la diagnosi delle forme vasomotorie non allergiche e utile per il monitoraggio delle stesse e delle forme allergiche, specie durante il trattamento farmacologico. Tra le indagini radiologiche più utili da richiedere di fronte ad una rinosinusopatia cronica risulta la TC dei seni paranasali, sezioni sottili (o spirale), assiali, coronali e sagittali, algoritmo per osso: la radiografia del massiccio facciale è ormai da proscrivere perché non sensibile, né specifica. La rinosinusopatia vasomotoria, allergica e non, risulta una patologia non grave, ma che può incidere negativamente sulla qualità di vita, sia nell’adulto, che nell’adolescente e nel bambino. Non bisogna dimenticare la stretta unità tra le alte e le basse vie respiratorie, quindi un’alterata attività nasale può ripercuotersi a livello bronchiale come per esempio nella patologia asmatica. La rinosinusopatia vasomotoria può quindi andare ad alterare i ritmi del sonno e di conseguenza la resa lavorativa, sviluppando un’irritabilità che può ripercuotersi sulle relazioni interpersonali e, nei bambini, può ridurre la resa scolastica. Questo è tanto più rilevante quanto più gravi sono i sintomi che nel migliore dei casi sono la rinorrea, l’ostruzione nasale e le starnutazioni continue o intermittenti, ma che molto spesso possono essere accompagnati a congiuntivite, iposmia o anosmia, prurito a carico delle narici, della faringe, del palato, ipoacusia, tosse e possibili complicanze, quali asma, poliposi nasale e rinosinusiti infettive. Dunque una diagnosi precoce ed un trattamento farmacologico adeguato possono migliorare non solo la qualità di vita del paziente, ma impedire eventuali complicanze e, specie nei bambini, la diagnosi precoce può impedire possibili evoluzioni verso la poliposi e l’asma.

Alla base del trattamento farmacologico delle riniti allergico-vasomotorie i corticosteroidi topici ed antistaminici orali anti H1 di seconda generazione sono i principali farmaci utilizzati. Recentemente è stato introdotto un trattatamento con terapia topica nasale a base di azelastina cloridrato-fluticasone propionato con controllo della sintomatologia sia nasale che oculare, evitando la somministrazione per via sistemica di antistaminico, con controllo sia di una rinite allergica di moderata, ma anche di grave entità. Tale terapia risulta efficace in entrambe le riniti, sia quella allergica che quella cellulare. A questi possono essere associati i cromoni, i lavaggi nasali, gli antistaminici topici, i decongestionanti nasali, per non più di 10 giorni e, nelle forme allergiche, l’allontanamento dell’allergene e, quando indicata, l’immunoterapia. Nelle forme più gravi possono essere associati corticosteroidi sistemici. Nelle riniti vasomotorie associate ad asma possono essere utilizzati gli antileucotrieni. La rinopatia vasomotoria-allergica, spesso sottovalutata, può presentare problematiche diagnostiche e terapeutiche di non facile soluzione, da qui la necessità di un coinvolgimento multidisciplinare e quindi un buon dialogo tra Specialisti, Medici di Famiglia e Pediatri.

Scheda del corso

Evento di formazione a distanza n. 160-296821

Provider AIRON ID 160

Crediti ECM n. 9

Durata dell’attività formativa stimata 6 ore

 

Moduli didattici

Epidemiologia del fenomeno rinite allergica | G. Monti

Rinite allergica: fisiopatologia | G. Monti

Clinica e diagnosi differenziale | C. Bocciolini 

Diagnosi strumentale e di laboratorio | C. Bocciolini 

Trattamento e casi clinici | C. Bocciolini 

La buona pratica clinica nel trattamento della rinite allergica | G. Monti 

Scheda Faculty

Relatori

Bocciolini Corso
Medico Chirurgo,  Specialista in Otorinolaringoiatria Dirigente Medico Responsabile Ambulatorio di Rinocitologia Azienda USL di Bologna - Ospedale Maggiore 

Monti Giorgio Carlo
Medico di Medicina Generale, Voghera (PV) Sangiorgio Clinic

Programma scientifico