IPERCOLESTEROLEMIA E TARGET TERAPEUTICI: DA ‘LOWER, SOONER, LONGER’ – A QUANDO IL RISCHIO È ELEVATO
Inizio: 14-04-2025 - Fine: 31-12-2025
Chiusura iscrizioni: 31-12-2025
Formazione a distanza - Crediti ECM: 3.0
Ore previste: 2.00 – Posti disponibili: 855 – Stato corso:
Discipline e professioni:
Medico chirurgo:Cardiologia
Malattie metaboliche e diabetologia
Medicina interna
Medicina generale (medici di famiglia)
Descrizione
L’ipercolesterolemia è una condizione estremamente diffusa che interessa circa il 40% della popolazione adulta. I soggetti affetti da iperlipidemie hanno circa il doppio di probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione con livelli lipemici nella norma. Le robuste evidenze secondo cui la riduzione dei valori di colesterolo totale e LDL si associa a una riduzione del rischio cardiovascolare, conferiscono un ruolo centrale al trattamento ipolipemizzante, in modo traversale in prevenzione primaria e secondaria. Il trattamento dell’ipercolesterolemia deve iniziare quanto prima, per raggiungere gli obiettivi terapeutici nel minor tempo possibile, ed essere mantenuto nel tempo. Le ultime Linee Guida congiunte delle società europee di cardiologia (ESC) e dell’aterosclerosi (EAS) per la gestione delle dislipidemie sono ancora più restrittive di quelle americane, con livelli target di LDL-C sempre più bassi e raccomandazioni d’impiego di statine ad alta efficacia come l’atorvastatina, soprattutto per le categorie di soggetti a rischio CV più elevato. Per raggiungere gli obiettivi sfidanti di colesterolo LDL fissati dalle linee guida, i pazienti a più alto rischio cardiovascolare devono necessariamente intraprendere terapie farmacologiche, spesso in combinazione, oltre che continuare a seguire una serie di raccomandazione sullo stile di vita. Statine, ezetimibe ed anticorpi anti-PCSK9 rappresentano strumenti estremamente efficaci nel ridurre la colesterolemia LDL ed il rischio di eventi cardiovascolari. In particolare, la co somministrazione di statine ad alta efficacia ed ezetimibe si è rivelata un'opzione terapeutica generalmente tollerata capace di ridurre la colesterolemia LDL di oltre il 60%; tale riduzione della colesterolemia può essere ancor più rilevante con l’aggiunta di un inibitore di PCSK9. Il ricorso a specifiche combinazioni farmacologiche è d’obbligo nei pazienti a più alto rischio cardiovascolare allo scopo di contenere non solo i livelli di colesterolo LDL, ma al contempo garantire il controllo di frazioni lipidiche aggiuntive (es. trigliceridi e colesterolo non-HDL) responsabili del cosiddetto rischio residuo cardiovascolare. Le opzioni terapeutiche disponibili sono ampie e i dati degli studi clinici dimostrano che un approccio personalizzato è possibile ed efficace.
Scheda Faculty
Matteo Pirro
Direttore Sezione Medicina Interna, Angiologia e Malattie da Arteriosclerosi Università degli Studi di Perugia
Arrigo Cicero
Professore associato Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche — DIMEC Università di Bologna
Roberta Paliotti
Medico specialista in Cardiologia, UO Cardiologia – Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)
Giorgio Monti
Medico di Medicina Generale, Voghera (PV) Sangiorgio Clinic
Arturo Cesaro
Specialista in Cardiologia Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli
Vanessa Bianconi
Specialista in Medicina Interna Università degli Studi di Perugia
Francesco Facchini
Giornalista, Milano
Programma scientifico
1° Parte ‘Lower, sooner, longer’
Modulo 1 audio-lezione
Ipercolesterolemia: diagnosi, stratificazione di rischio e target
Relatore: A. Cicero, Moderatore: Francesco Facchini
- Una volta si definiva ipercolesterolemia un valore di colesterolo totale superiore a 200 mg/dL. E’ ancora vero?
- Il rischio cardiovascolare del paziente con ipercolesterolemia è aumentato dalla presenza di altri fattori di rischio?
- Esistono “nuovi” fattori di rischio, meno noti, ma potenzialmente pericolosi per il paziente ipercolesterolemico?
- I nuovi target di colesterolemia LDL: perché non ci si deve accontentare?
Modulo 2 audio-lezione
Iniziare una terapia ipolipemizzante: quando e quale?
Relatore: A. Cicero, Moderatore: Francesco Facchini
- Quando si deve iniziare a trattare l’ipercolesterolemia?
- Quale è l’impatto delle modificazioni dello stile di vita sulla colesterolemia?
- Quale è il ruolo dei nutraceutici nel trattamento dell’ipercolesterolemia e quali sono i più studiati?
- Quale è il trattamento farmacologico più consolidato e come può essere associato ad altre terapie?
Modulo 3 audio-lezione
Dalle linee guida alla ‘real life’, stringere un patto con il paziente
Relatori: R. Paliotti, G. Monti; Moderatore: Francesco Facchini
- Come spiegare il rischio cardiovascolare al paziente ipercolesterolemico?
- Come affrontare i timori del paziente circa la terapia ipocolesterolemizzante?
- Come definirebbe la migliore collaborazione fra medico di medicina generale e specialista cardiologo nella gestione del paziente ipercolesterolemico?
- Nel paziente con insufficienza renale, con quali trattamenti ipocolesterolemizzanti ci si può muovere con maggiore agilità?
Modulo 4 audio-lezione
I cornerstone del successo nella prevenzione primaria: lifestyle, approccio globale e persistenza
Relatore: A. Cicero, Moderatore: Francesco Facchini
- Quali sono i cornerstone del successo della prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari?
- Come impostare un counceling breve finalizzato al miglioramento persistente dello stile di vita?
- Nel paziente ipercolesterolemico, gestiamo la colesterolemia … e poi?
- Quali sono i rischi correlati ad una scarsa persistenza in trattamento nel paziente in prevenzione primaria per malattie cardiovascolari?
2° Parte Qando il rischio è elevato
Modulo 1 audio-lezione
Obiettivi lipidici e stratificazione del rischio cardiovascolare: individuare i soggetti a rischio elevato.
Relatore: M. Pirro; Moderatore: F. Facchini
- Chi è il paziente a rischio cardiovascolare elevato?
- Quali strumenti abbiamo a disposizione per definire la classe di rischio dei pazienti?
- Quali sono gli obiettivi lipidici e perché è importante raggiungerli?
- Gli obiettivi lipidici riguardano solo il colesterolo LDL?
Modulo 2 audio-lezione
“The lower, the sooner, the better”: i messaggi chiave dalle linee guida internazionali
Relatori: M. Pirro, A. Cesaro; Moderatore: F. Facchini
- Il motto “the lower, the better” impone il raggiungimento di livelli estremamente ambiziosi di colesterolo LDL nei pazienti a più alto rischio. Quanto è recepito questo concetto nella pratica clinica quotidiana?
- Spesso non basta essere aggressivi sul colesterolo LDL; il concetto “the sooner, the better” può essere d’aiuto nel migliorare l’impatto delle strategie di prevenzione del rischio cardiovascolare?
- Nel paziente ad alto rischio cardiovascolare, trattare il colesterolo LDL in modo precoce ed intensivo è determinante; ma come la mettiamo con l’aderenza alla terapia?
Modulo 3 audio-lezione
La terapia farmacologica delle iperlipemie
Relatore: M. Pirro; Moderatore: F. Facchini
- I farmaci rappresentano l’unico strumento a disposizione per il trattamento delle dislipidemie?
- Quali farmaci ipocolesterolemizzanti dovremmo usare nel paziente a più alto rischio cardiovascolare?
- Per i trigliceridi quali strumenti terapeutici farmacologici abbiamo a disposizione? Come la mettiamo con gli effetti collaterali delle terapie ipolipemizzanti?
Modulo 4 audio lezione
L’importanza della terapia di combinazione secondo le linee guida internazionali
Relatori: M. Pirro, V. Bianconi; Moderatore: F. Facchini
- Quali combinazioni terapeutiche sono ammesse dalle linee guida internazionali per garantire una riduzione adeguata della colesterolemia LDL?
- Oltre a ridurre in modo efficace la colesterolemia, ci sono altri vantaggi nell’impiego delle terapie di combinazione?
- Esiste un razionale all’impiego delle combinazioni fisse ipocolesterolemizzanti?
- Come e quando prescrivere una combinazione farmacologica ipolipemizzante nel paziente a più alto rischio cardiovascolare?
